Anche con la legge 104 scaduta è possibile mantenere tutte le agevolazioni previste

Quando un verbale 104 scade, tutto sembra fermarsi. Si teme di perdere i benefici, di dover ricominciare da capo, di essere lasciati soli in attesa di una chiamata che non arriva. Eppure, la legge prevede una protezione precisa per chi si trova in questa situazione. Anche se il verbale ha superato la data di revisione, il diritto alle agevolazioni resta valido, almeno fino a quando l’INPS non comunica qualcosa di diverso. Non serve farsi prendere dal panico: conoscere la normativa fa davvero la differenza. Ed è proprio in quei momenti sospesi che la consapevolezza dei propri diritti diventa la vera tutela.

Quando arriva la fatidica data riportata nel verbale 104, non sempre succede qualcosa di concreto. Nessuna convocazione, nessuna comunicazione ufficiale. Solo un documento che, sulla carta, non è più valido. E allora ci si chiede cosa fare, se si possono ancora usare i permessi sul lavoro, accedere a cure agevolate o mantenere le esenzioni. Il silenzio amministrativo può far pensare che tutto sia perduto.

disabile che si informa sulla 104
Anche con la legge 104 scaduta è possibile mantenere tutte le agevolazioni previste-flavabeach.it

Ma la realtà è ben diversa, perché la normativa attuale offre una copertura che continua anche oltre la scadenza, almeno fino alla revisione effettiva. Chi è informato, insomma, parte già avvantaggiato.

Il verbale 104 scaduto non cancella subito i benefici e la legge ti tutela finché l’INPS non si pronuncia

Secondo l’articolo 25, comma 6-bis, del decreto-legge 90/2014, le persone in possesso di un verbale 104 con revisione programmata continuano a godere delle agevolazioni fino a quando non viene effettuata una nuova valutazione medica. Questo significa che, anche se la data indicata sul verbale è passata, nulla cambia dal punto di vista pratico. I diritti restano validi, a patto che l’INPS non abbia ancora comunicato ufficialmente un provvedimento di revoca.

disabile
Il verbale 104 scaduto non cancella subito i benefici e la legge ti tutela finché l’INPS non si pronuncia-flavabeach.it

Prendiamo ad esempio un lavoratore con legge 104 che utilizza regolarmente i permessi mensili. Anche con il verbale scaduto, potrà continuare a fruirne senza interruzioni, purché la revisione non sia ancora avvenuta. Lo stesso vale per le esenzioni fiscali e sanitarie, i congedi straordinari e ogni altro beneficio connesso alla condizione di disabilità. La legge impedisce all’ente previdenziale di sospendere questi diritti fino alla conclusione dell’iter di revisione.

Se la visita medica di revisione conferma che permangono le condizioni di disabilità, tutto prosegue senza modifiche. In caso contrario, l’INPS potrà revocare le agevolazioni, ma solo dal giorno successivo alla decisione, e mai con effetto retroattivo. Anche in quel caso, sarà possibile contestare l’esito e presentare ricorso.

Come agire concretamente se il verbale 104 è scaduto ma la revisione non è ancora stata fissata

Il primo passo è verificare che il verbale sia davvero soggetto a revisione. Se è permanente, non serve preoccuparsi. Se invece è rivedibile, è importante monitorare l’iter e raccogliere tutta la documentazione medica aggiornata. Nel frattempo, si conservano tutti i benefici previsti dalla normativa.

In caso di mancata convocazione da parte dell’INPS, è possibile inviare un sollecito, rivolgersi a un patronato o inoltrare una diffida formale. In alcune situazioni, come per patologie oncologiche o disabilità gravi, la revisione può avvenire anche senza visita fisica, attraverso la documentazione.

È utile sapere che la legge è dalla parte di chi è in attesa: i diritti non si perdono nel vuoto, ma restano attivi fino a una comunicazione ufficiale. Tuttavia, è importante essere presenti, proattivi e consapevoli del proprio percorso. Aspettare passivamente può esporre a ritardi e disservizi.

Nel momento in cui la revisione viene effettuata, e se l’esito è negativo, l’INPS potrà modificare o revocare il riconoscimento, ma sempre notificando la decisione. Nessuna sospensione può avvenire in modo automatico o non motivato. È quindi fondamentale mantenere il controllo sulla propria situazione, perché spesso non è il verbale a fare la differenza, ma l’atteggiamento con cui lo si affronta.

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