Il rinnovo dell’Assegno di inclusione non basta senza questo appuntamento obbligatorio entro 120 giorni o si perde tutto

Molti pensano che dopo il rinnovo dell’Assegno di inclusione sia tutto automatico, ma c’è un passaggio obbligatorio che può stravolgere la situazione. Basta non rispettare una scadenza per rischiare la sospensione del beneficio. E se si ignora l’obbligo senza un motivo valido, si può arrivare alla perdita definitiva dell’assegno. Si tratta di un dettaglio poco noto, ma che coinvolge l’intero nucleo familiare, anche se l’errore lo commette uno solo. Questo momento non è solo una formalità, ma parte integrante del percorso richiesto dalla legge, e ignorarlo potrebbe avere conseguenze pesanti e immediate.

L’Assegno di inclusione è nato per sostenere i nuclei in maggiore difficoltà economica, ma non si limita a erogare mensilmente un importo. Chi ne beneficia deve essere parte attiva in un percorso di inclusione. Dopo il rinnovo, infatti, il sostegno non continua automaticamente: si riattivano obblighi precisi, tra cui uno, in particolare, che non va sottovalutato. Chi ha ottenuto l’erogazione e pensa di essere al sicuro potrebbe trovarsi con i pagamenti bloccati per un semplice appuntamento mancato.

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Il rinnovo dell’Assegno di inclusione non basta senza questo appuntamento obbligatorio entro 120 giorni o si perde tutto-flavabeach.it

È previsto un primo incontro obbligatorio con i servizi sociali del Comune, che ha uno scopo ben preciso: valutare i bisogni della famiglia e costruire un progetto di inserimento personalizzato. Saltare questo momento o ignorare le convocazioni può far perdere l’intero beneficio. E il tempo per agire è limitato: si hanno 120 giorni a disposizione, non uno di più. Nessuna proroga automatica, nessuna scusa generica. Ogni passaggio deve essere seguito con attenzione, perché anche un solo errore può costare caro. È una responsabilità che coinvolge tutta la famiglia, ed è bene sapere come funziona davvero.

L’obbligo dell’incontro dopo il rinnovo dell’Assegno di inclusione e perché è fondamentale rispettare i tempi indicati

Quando viene confermato il rinnovo dell’Assegno di inclusione, parte un conto alla rovescia: bisogna partecipare al primo incontro con i servizi sociali entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale. Questo passaggio serve per definire il Patto per l’Inclusione Sociale, documento che guida l’intero percorso di accompagnamento del nucleo familiare.

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L’obbligo dell’incontro dopo il rinnovo dell’Assegno di inclusione e perché è fondamentale rispettare i tempi indicati-flavabeach.it

La funzione dell’incontro è centrale: i servizi sociali analizzano la situazione abitativa, economica e lavorativa del nucleo e propongono un percorso su misura. È un’occasione per ottenere orientamento, aiuti aggiuntivi e progetti formativi. Tuttavia, se la persona obbligata all’appuntamento non si presenta senza un giustificato motivo, il Comune può sospendere l’erogazione. E in caso di assenza ingiustificata anche alla seconda convocazione, si arriva alla decadenza del diritto.

Questo vale anche se il beneficiario continua a ricevere il pagamento: l’erogazione può essere bloccata in qualsiasi momento se viene accertato che l’incontro non è mai avvenuto nei tempi. E la decadenza coinvolge tutto il nucleo familiare, anche se solo un componente ha ignorato l’appuntamento. È quindi essenziale monitorare eventuali comunicazioni da parte dei servizi sociali e mantenere aggiornati i contatti presso il Comune.

Cosa succede in caso di mancata presentazione e perché può comportare la perdita dell’intero assegno per tutta la famiglia

Ignorare l’appuntamento previsto dopo il rinnovo dell’Assegno di inclusione non è senza conseguenze. Secondo le regole stabilite dalla normativa e ribadite da fonti autorevoli come INPS e Ministero del Lavoro, la mancata presentazione comporta prima la sospensione, poi – se non si fornisce una valida giustificazione – la decadenza dal diritto. Questo vale anche se il resto della famiglia ha sempre rispettato gli impegni.

Facciamo un esempio pratico. Una madre sola con due figli riceve l’Assegno e rinnova regolarmente. Dopo la firma del Patto di Attivazione Digitale, viene convocata a un incontro a 90 giorni di distanza. Non si presenta, non avvisa e ignora anche la seconda convocazione. Il Comune può avviare la procedura per la decadenza. Risultato: niente più pagamenti, e difficoltà enormi nel riattivare il beneficio.

In assenza di una convocazione ufficiale, è comunque consigliabile contattare i servizi sociali, perché la responsabilità non è solo dell’ente. La legge impone al beneficiario l’obbligo di mantenersi informato e disponibile. Non attendere passivamente può fare la differenza tra mantenere un aiuto essenziale o perderlo per sempre.

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