La nuova tredicesima promessa dal governo potrebbe portare fino a 800 euro in più a dicembre

Una mensilità che per molti rappresenta una speranza in più a dicembre, oggi rischia di cambiare davvero volto. La tredicesima mensilità, da sempre sinonimo di sollievo economico e acquisti natalizi, potrebbe subire una trasformazione storica: l’idea di renderla più “leggera” dal punto di vista fiscale sta prendendo piede tra le stanze del potere. L’obiettivo? Aumentare il netto in busta paga e ridare fiato al portafoglio proprio quando le spese familiari toccano il picco. Si tratta solo di una proposta o sta davvero per succedere qualcosa di concreto? In ballo ci sono miliardi, ma anche il futuro del rapporto tra lavoratori, pensionati e fisco.

Dicembre è da sempre il mese della tredicesima, quella mensilità in più che milioni di lavoratori e pensionati attendono con trepidazione. Ma dietro alla gioia dell’extra si nasconde spesso una delusione: una parte consistente di quei soldi va via in tasse. La tredicesima viene tassata come un normale stipendio, senza alcun trattamento agevolato. In molti casi, quasi un terzo dell’importo lordo finisce in Irpef e contributi. Il risultato?

consegna di soldi
La nuova tredicesima promessa dal governo potrebbe portare fino a 800 euro in più a dicembre-flavabeach.it

Una somma che arriva nelle mani dei cittadini molto più magra di quanto ci si aspetti. Ed è proprio su questa distorsione che si sta concentrando il governo, con l’ipotesi di una detassazione della tredicesima mensilità. Una proposta che potrebbe cambiare tutto, ma che porta con sé anche parecchie incognite.

La proposta di rendere la tredicesima più netta è sul tavolo del governo tra benefici promessi e limiti possibili

L’idea è stata lanciata da esponenti di primo piano dell’esecutivo come il vicepremier Tajani, e si sta facendo strada nel dibattito pubblico. Il concetto è semplice: togliere o ridurre l’Irpef dalla tredicesima mensilità per aumentare il netto percepito dai lavoratori e pensionati. Oggi, secondo i calcoli dell’Agenzia delle Entrate, lo Stato incassa oltre 14 miliardi l’anno proprio dalla tassazione di questa mensilità. Rinunciare anche solo a una parte di questo gettito avrebbe un impatto significativo, ma anche un costo non indifferente per i conti pubblici.

persona felice con banconote in mano
La proposta di rendere la tredicesima più netta è sul tavolo del governo tra benefici promessi e limiti possibili-flavabeach.it

Secondo i dati pubblicati da fonti autorevoli come INPS e laleggepertutti.it, per un dipendente con reddito annuo di circa 35.000 euro, il taglio della tassazione potrebbe tradursi in un guadagno netto di circa 800 euro in più a dicembre. Ma la misura potrebbe non essere generalizzata. Le risorse, infatti, sono limitate e si parla già di possibili soglie di reddito oltre le quali l’agevolazione non si applicherebbe. Il rischio è quindi quello di una misura selettiva, destinata solo a una parte dei contribuenti.

Le conseguenze economiche sarebbero immediate ma il nodo delle coperture finanziarie frena l’entusiasmo dei sostenitori

Se davvero la tredicesima mensilità venisse detassata, l’effetto si vedrebbe subito nelle buste paga di dicembre. Un aumento del netto potrebbe tradursi in un’impennata dei consumi natalizi, dando una spinta concreta al commercio e ai servizi. La gratifica di fine anno tornerebbe ad avere un impatto più tangibile sulla vita delle famiglie, diventando uno strumento non solo economico, ma anche psicologico in un periodo di forte pressione finanziaria.

Tuttavia, i nodi da sciogliere restano numerosi. Prima di tutto, la tempistica: le buste paga vengono calcolate a novembre, e qualunque modifica fiscale dovrebbe essere decisa in tempo utile per evitare ritardi o complicazioni. Inoltre, le esigenze di bilancio dello Stato impongono cautela: perdere miliardi di euro di gettito richiede alternative concrete, e le pressioni da parte dell’Unione Europea in materia di deficit sono tutt’altro che lievi.

In definitiva, l’idea di una tredicesima più leggera da un punto di vista fiscale è senza dubbio suggestiva. Ma trasformarla in realtà richiederà decisioni coraggiose, coperture certe e un equilibrio delicato tra aspettative dei cittadini e sostenibilità economica. È un bivio che potrebbe cambiare davvero il rapporto tra lavoro, reddito e fisco nei prossimi anni.

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